Racconti erotici - Trans al telefono
I migliori racconti erotici e racconti porno della rete che descrivono donne porche e non solo...


DONNE PORCHE


Uomo cerca schiava | Racconti erotici
Una ragazza che ha scoperto il piacere nell'obbedire e nell'essere una schiava sadomaso.


Racconti erotici - Donne porche Faccio la doccia, come se fosse l'ultimo atto di libertà prima di incontrare il padrone. Il vapore acqueo si addensa nel bagno facendomi immaginare quello che succederà tra poco, ma non posso perdere tempo, non posso arrivare in ritardo.
Il padrone aspetta, afferro l'accappatoio ed inizio ad asciugarmi, lasciando vagare la mente verso l'incontro che avrò tra poco e cambierà per sempre la mia vita. Devo indossare i vestiti con cui il padrone vuole che mi presenti da lui, faccio scivolare le autoreggenti lungo le mie gambe, prendo la corda bianca e faccio due giri intorno ai miei fianchi e la stringo tesa tra le mie gambe in modo che pizzichi il mio sesso, ho già dolore...questo sarà il mio intimo.
Respiro affannosamente e cerco di mantenere la calma, infilo la divisa, un miniabito con una scollatura che copre appena il bordo delle calze, afferro la zip che sta in mezzo alla mia schiena e la tiro verso l'alto per chiudere la divisa che già fa intravedere le forme del mio seno, con al centro i capezzoli che già spingono eccitati contro il tessuto.
Torno in bagno per asciugare i capelli e raccoglierli in una coda che annodo affinchè restino perfettamente aderenti alla mia testa, indosso un cerchietto bianco con una crestina in pizzo che una volta uscita per strada per raggiungere la casa del mio padrone catapulterà su di me tutti gli sguardi indiscreti delle persone, ma non mi interesso troppo di questo, del resto mi piace essere osservata ed osservare a mio volta il modo strano in cui la gente inizia a fare strani sogni su cosa potrei fare. Termino con dei guanti bianchi e guanti di lana nera per coprirli bene durante il tragitto, scarpe di vernice nera con il tacco a spillo pronunciato e cappotto lungo che nasconde buona parte del mio abbigliamento.
Il tratto di strada per arrivare dal padrone è breve, cinque minuti tra tram e metro ed un piccolo percorso a piedi mi porteranno all'entrata del suo palazzo.
Sembro proprio una cameriera che corre veloce per non arrivare tardi a lavoro e questo è quello che la gente che mi vede deve pensare non sapendo che dentro di me sono un eccitazione crescente e costante, aggravata da quel tratto di corda che mi sega ad ogni passo.
In tram preferisco rimanere in piedi, dovessi sedermi con quella corda mi taglierei in due le natiche, cerco di distrarmi per spegnere il fuoco che c'è dentro di me. Sono arrivata, affretto il passo senza accorgermene, perchè voglio arrivare in fretta dal mio padrone. Arrivo, apro il pesante portone, incomincio a salire le scale e incrocio lo sguardo del portiere, che mi conosce e sa cosa faccio, è l'esempio vivente della discrezionalità, forse mi avrà già giudicata, ma non m'interessa, sorrido e vado avanti. Immersa in questi pensieri, rumoreggiando con i tacchi che picchiano sul marmo bianco della scala, non mi accorgo di essere già arrivata, la porta è socchiusa, sono dentro...il gioco è già iniziato, tolgo il soprabito e mostro la divisa da cameriera, aspetto, ferma, immobile, non ho il permesso di muovermi.
Da un'altra stanza si sente una voca "dentro schiava" è il suo primo comando, arrivo nella stanza "ferma schiava" è il suo secondo comando, allargo le gambe, intreccio le dita dietro la testa, tengo i gomiti allargati il più possibile e piego il busto in avanti. La corda tira, ma non è nulla rispetto alla spinta decisa che ricevo sulla schiena e che mi fa piegare quasi a novanta gradi strappandomi un gemito di dolore per la tensione che aumenta insopportabilmente sul mio sesso.
Mi rilasso quando una delle sue mani afferra la mi coda per indicarmi che devo rialzarmi e l'altra inizia a verificare che i suoi ordini siano stati perfettamente eseguiti e la mia eccitazione è già alle stelle.
"Spogliati schiava" è il suo terzo ordine, sento la sua voce alle mie spalle, levo la divisa e resto completamente nuda, il padrone passa il rigido collare in cuoio intorno al mio collo, stringendolo in modo che aderisca perfettamente per ricordarmi che anche l'aria che respiro mi è concessa da lui. Al collare, si accompagnano polsiere, cavigliere e il guinzaglio che si aggancia al mio collare e mi obbliga a seguirlo non appena da uno strattone.
Sono appesa nella "stanza delle torture", mani sollevate in alto e piedi ancorati a terra, l'ultimo bacio e dopo la mia bocca viene chiusa dal ballgag, che si fissa saldamente tra i miei denti, il foulard nero copre dolcemente la mia vista fino a quando il padrone non fa un doppio nodo dietro la mia testa. Arriva come un fulmine la prima frustata che mi risveglia dal torpore che l'eccitazione della situazione aveva provocato in me, mi aspetta la seconda frustata da un momento all'altro e tengo stretta la pallina, che riempie la mia bocca, arriva invece una dolce carezza che sfiora la natica appena colpita, donandomi un istante di sollievo.
Arriva subito la seconda frustata, ancora più forte della prima, sull'altra natica e mi fa sobbalzare del tutto facendo tintinnare le catene, alle quali sono legata, questa volta è dolore puro, che attraversa la spina dorsale e arriva fino al cervello. I successivi colpi sono della stessa intensità e non riesco più a controllare il mio corpo, le lacrime si asciugano sulla benda e il mio corpo e completamente avvolto nel mio sudore. Aspetto il piacere dopo la punizione ma piango di dolore per il dolore che mi è stato appena impartito.
Il dolore inizia a scemare e al suo posto subentra quello strano calore che è l'inizio del piacere, ora il padrone mi accarezza con le sue mani prendendosi cura delle mie ferite e indugiano in mezzo alle mie gambe, proprio al centro del mio sesso, che è già pieno di eccitazione e pretende tutte le attenzioni. Non posso parlare, non posso vedere, posso solo attendere gli eventi, tra poco il suo sesso entrerà dentro di me facendosi spazio delicatamente tra le pareti del mio sesso che è già ampiamente lubrificato, sono all'apice del piacere quando lo sento uscire dal mio sesso e entrare nel mio ano, per violarmi con cattiveria e ricordarmi che sono la sua schiava, il suo oggetto di piacere. Mi prende per i capelli e mi sbatte con forza, prima lentamente e dopo velocemente, ora di nuovo lentamente...non è ancora venuto, mi ha aperta per bene anche dietro quando sgancia i miei polsi, mi lascia scivolare sulle ginocchia e li riaggancia dietro la schiena, sento la cinghia che si allenta per sganciare la pallina, la lingua la spinge fuori insieme alla saliva che scavalca il labbro inferiore e scende lungo il mento, le dita del padrone prendono con forza il mio naso e guidano la mia bocca, spalancata, la dove lui desidera che la sua schiava concluda il suo lavoro dandogli il massimo piacere.
La presa al naso si sostituisce con quella ai capelli, la perfetta acconciatura gli permette di imporre il ritmo che vuole, mi strattona con forza fino a farmi ingoiare tutta la sua carne in gola, fino quasi al soffocamento, esplode così, nella mia bocca, mentre mi tiene incollata con una presa ferrea tirandomi poi indietro quanto basta per sbattermi quel che avanza del suo piacere sul resto del viso, fino a pulirsi sulla benda nera della sua schiava, sono sfinita, lui lo sa...ma non è ancora il momento del riposo!



TRANS


Culo rotto | Racconti porno
Un uomo ha scoperto di voler provare nuove emozioni con una trans.


Racconti porno - Culo rotto Era sera e l'ennesima litigata con la mia famiglia mi spingeva fuori casa, in giro, in macchina senza meta.
Ho 46 anni e il lavoro che ho non mi garantisce un buon futuro, inoltre mia moglie mi stà togliendo la gioia di vivere, voglio fare qualcosa di nuovo. Vorrei incontrare nuove persone, fare nuove esperienze, è sera ed i locali non li ho mai frequentati nemmeno da giovane, non so dove andare, mentre me ne stà in giro in macchina solitario mi ricordo di una stradina, vicino dove mi trovo, di giorno ci sono trans e puttane, vado a vedere.
La strada è deserta, non si vede nessuno, ma da una fratta vedo spuntare una figura, è una trans, ho sempre avuto una passione per i trans e senza rendermene conto mi ritrovo a parlare con lei di soldi e prestazioni, lei mi consiglia di andare a casa sua e decido di andare, la faccio salire in macchina e durante il tragitto sono molto teso mentre lei cerca di parlare per rompere il ghiaccio.
Arriviamo nella sua abitazione, la seguo un pà a distanza per un leggero timore...sono dentro, la paura è sparita, è come se fossi stato sempre là, mi spoglio completamente nudo e mi metto sul letto, ho veramente voglia di fare del sesso con una trans. Si spoglia anche lei e solo allora mi accorgo delle sue dimensioni, è molto alta e abbastanza in sovrappeso e in mezzo alle gambe vedo un grosso cazzo, lo prendo in mano e nonostante sia moscio, mi riempie la mano, è grande quanto il mio in tiro. Non so cosa fare, torna la paura, il timore, lei se ne accorge e decide di prendere l'iniziativa; me lo mette in bocca ed io incomincio a succhiare e sento la cappella che cresce dentro la mia bocca, lei si eccita sempre più e mi dice che vuole mettermelo dentro, sono deciso ad andare fino in fondo in questa nuova esperienza, mi giro e mi piego anche se non avevo per niente previsto un attrezzo così grande e largo ma ormai sono quì, lei fortunatamente ha una crema che inizia a spalmarmi per facilitare la penetrazione, inizia a spingere ed inizio a sentire un grande dolore, metto la mano per vedere a che punto siamo e mi accorgo che è entrata solo la cappella, lei ha capito fin da subito che per me è la prima e si muove molto lentamente, fa molto male.
Prova a spingere di più, fa malissimo, mi esce un gemito ma non voglio urlare dal dolore, preferisco tenerlo dentro di me, cerco di muovermi anche io per facilitare la penetrazione e piano piano entra tutto, il piacere sta sostituendo il dolore ed è una sensazione bellissima che non avevo mai provato prima, sentivo un corpo esterno muoversi dentro di me, lei spinge con forza e anche essere posseduto in questo modo mi piace, mi fa impazzire, mi eccito e mi piace sentire il suo cazzo che mi penetra il culo. La sensazione che prova è fantastica e mi chiedo perchè non ho deciso di provare prima, mi viene dentro e sento tutto lo sperma, il suo calore, in me...non è durata molto ma le è piaciuto, ora vuole che venga anche io, inizia a farmi una sega ed io sono già eccitatissimo, ci metto poco a venire anche io. Mi rivesto, saluto e me ne vado.
I giorni seguenti sento che il mio ano è stato terribilmente allargato da questa esperienza, è come se qualcuno mi toccasse in continuazione, ogni piccolo movimento che faccio è un momento di piacere.
Tre giorni dopo, non riesco a resistere, devo rivederla, mi ritrovo di nuovo in quella strada, la vedo e lei sale, ma questa volta non andiamo a casa sua, lei mi porta in una stradina appartate non molto distante, inizia fin da subito a toccarmi, mi tocca il sedere, mi slaccia i pantaloni, siamo arrivati, mi dice di scendere dalla macchina e mi fa appoggiare le mani sul cofano, mi allarga le gambe e mi tira giù le mutande.
La sento, mi sta lubrificando il sedere e poco dopo entra con forza e prepotenza dentro di me, questa volta non ha inizato piano come la prima volta, mi fa male ma continua a spingere forza, il dolore aumenta, il suo cazzo è completamente dentro il mio culo, mi scopa con forza mentre io cerco di rallentare la sua penetrazione per il dolore che sento, in un attimo il dolore si trasforma in un piacere mai provato prima, credo di aver goduto con il mio culo per la rima volta.
Ora sono io che gli dico di spingere il più possibile, sono in estasi, sono sconvolto, sento che manca qualcosa, ma lei viene un'altra volta dentro di me e mi abbandona nel momento più bello.
Mi riprendo, lei mi gira ed inizia a segarmi per farmi venire, duro meno di una sigaretta, un esplosione di piacere mai provata prima. Ci rivestiamo, mentre la riaccompagno alla sua postazione mi dice che io la eccito molto e vorrebbe rivedermi presto a casa sua, vorrebbe scoparmi nuovamente sul suo letto. La saluto e me ne vado, da quella sera in poi non ho più avuto esperienze e non ho più incontrato la trans.



TRANS SI FA ROMPERE IL CULO


Piacere intenso | Racconti erotici
Una trans si fa rompere il culo in discoteca e...


Racconti erotici - Trans con il culo rotto Questa sera ho deciso di uscire con la mia amica Silvia, una splendida trans, vogliamo andare a divertirci in discoteca, abbiamo voglia di maschietti eccitati e dotati.
Dopo una bella doccia, mi stendo una morbida crema tra le natiche così da ammorbidire il mio buchino, già molto accogliente, indosso un tanga nero di pizzo e un reggiseno dello stesso colore che accoglie un bel seno dove si intravedono i morbidi contorni e i capezzoli già turgidi. Sono proprio una splendida trans, la cura ormonale che sto facendo stà avendo i suoi effetti addolcendo le mie curve e creando così dei glutei rotondi e pronunciati tipicamente femminili, rendendo il mio uccello del tutto insignificante.
Mi guardo allo specchio e mi convinco che devo farmi ingrandire le ette e rendere il viso un pò più femminile con un intervento di chirurgia estetica. Mi trucco in modo pesante, così da sembrare una vera puttana e indosso un kimono di pizzo nero con motivi floreali, trasparente così da far intravedere ciò che nascondo, il mio seno ed uno splendido culo, la parte che più eccita gli uomini, indosso una parrucca bionda e dei vertiginosi tacchi a spillo.
Quando Silvia mi vede, anche lei con un abbigliamento sexy, mi accorgo chiaramente che ha un erezione, vedo un rigonfiamento tra le sue gambe e capisco le sue intenzioni, infatti si avvicina e con le sue possenti mani mi prende per le natiche, so già cosa vuole, cerco timidamente di resistere, ma lei vuole prendermi subito e senza troppi complimenti mi tira giù le mutandine ed io mi piego per acconsentire…immediatamente sento un cazzo lungo, che ben conosco penetrarmi da dietro, getto un gemito di piacere.
L'abbiamo fatto poco fa ma già è di nuovo carica di piacere e di calore, è insaziabile, comincia a spingere il suo cazzo dentro il mio culo con forza e sotto colpi sempre più prestanti inizio a godere e a gettare urli di piacere, "ti adoro, ti amo" grido e in quel momento sento un liquido caldo inondare l'interno del mio corpo.
Silvia mi bacia e mi sussurra " volevo sfogarmi, prima di farmelo mettere nel culo dai maschietti in discoteca". Mi ricompongo, dandomi una veloce pulita al buchino e al mio uccello, che nel frattempo si era bagnato, arriviamo in discoteca, è già piena di gente, passiamo tra i tavoli per farci vedere e poi approfittiamo di una dance music per andare in pista a sculettare facendoci ammirare da alcuni maschietti che si avvicinano e già ballano con noi, in particolare un omaccione un pò tarchiato, con una pancia importante mi si avvicina ed incomincia a strusciarsi, sto al gioco, mi piego e struscio il mio culo sul suo cazzo, incominciamo a ballare in questo modo e sento qualcosa gonfiarsi tra le sue gambe, lui è già molto eccitato, sento il profumo di maschio ed il suo sudore.
L'uomo inizia a toccarmi il culo con forza ed io con le mani vado a cercare il suo cazzo, già duro a tal punto da uscire quasi fuori dai pantaloni, con le mani va a cercare il mio buchino, fregandosi di quello che succede intorno e mi sposta le mutandine incominciando ad incularmi con le dita, prima uno, poi due, sono già eccitatissima.
Gli altri che non sono ancora impegnati a fare sesso, ci guardano e si eccitano, io intanto ho tirato giù la sua cerniera e tengo il suo cazzo tra le mani, inizio a segarlo, ha un bel cazzo, grande, largo anche se non è molto lungo, non vedo l'ora di prenderlo in bocca. Mi prende per mano e mi porta in una saletta dove ci sono già molte coppie avvinghiate l'una nell'altra, fortunatamente riusciamo a trovare un posticino, vicino ad un ragazzo che sta spompinando un suo coetaneo, ci sediamo e corro subito sul mio desiderio, inizio a dare dei piccoli baci e poco dopo risalgo decisa fino alla cappella e prendo tutto il suo cazzo in bocca, nel frattempo il mio maschio è tornato sul mio culo, sono piegata e molto aperta e lui infila con decisione due dita dentro, apro ancora di più i glutei invitandolo a fare di più, lui non si fa attendere, mi toglie con decisione il tanga, e mi gira sento la forma del suo cazzo che si avvicina al mio buco.
Provo un pò di vergogna nello stare in quel posto dove ho accanto altre coppie che fanno sesso e ci guardano ma mentre mi giro vedo due trans che si stanno inculando passa la vergogna e il mio uomo spinge con forza fino a far entrare con tutta la sua forza in un solo colpo il suo cazzo dentro il mio culo, è più grande di quello di Silvia perciò sento un pò di dolore.
Gli dico di fare piano ma lui ovviamente fa come vuole e spinge sempre più forte, mi penetra con forza e più me lo spinge dentro più godo, mi tira fuori le ette ed inizia ad accarezzarle con forza, poi mi gira e mi infila la lingua in bocca, non voglio!
Lui però sa cosa vuole e spinge la sua lingua con forza dentro la mia bocca fino a quando non resisto più dall'eccitazione e non posso fare altro che ricambiare il bacio, mi sento dominata, posseduta, lo stringo a me con forza "sono tua", lui " bella puttanella, sei una meravigliosa trans, sarai la mia schiava" non vedevo l'ora di sentire quelle parole, sono un fuoco di passione, continua a spingere con forza il suo cazzo dentro il mio culo, godo come una cagna, non mi controllo più, inizio ad urlare di piacere, mi getto sul suo petto e lo abbraccio con forza, sono dolce per natura con i maschi aggressivi.
Stò per venire e mi rendo conto dalle botte sempre più forti che è lo stesso anche per lui, sta per inondarmi del suo piacere, sento vibrare dentro di me il suo cazzo e poi un liquido caldo risale dentro il mio corpo. Sono esausta, mi giro e vedo che i due maschietti che prima si stavano facendo una pompa a vicenda si masturbano mentre ci guardano, mentre uno dei due trans si avvicina a me con il suo cazzo e lo avvicina alla mia bocca " vuoi succhiarlo, vero" mi dice e non me lo faccio ripetere due volte, incomincio a prenderlo in bocca con movimenti repentini e sento che il mio maschio si è ripreso e vuole ricominciare a penetrarmi.
Ovviamente non mi oppongo, mi sta inculando con molta più forza di prima, ora è più scarico quindi dura molto di più, è intensa, vengo diverse volte senza rendermene conto, sono tutta bagnata quando all'improvviso il trans che sto spompinando inonda la mia bocca e la mia faccia del suo sperma e un attimo dopo il mio maschio mi riviene dentro, sono piena di sperma, cado a terra distrutta. Sono piena!



UN TRANS E LA SUA VENDETTA


Lui, lei | Racconti porno
Un uomo non si sente a proprio agio, una donna avrà la sua vendetta ad un prezzo molto alto.


Racconti porno - trans con il culo rotto Ciao a tutti, sono Lucia o forse Luca…si, sono un uomo, ho 23 anni, ma ormai da diversi anni sono una donna, ho fatto un'operazione al seno, facendolo diventare una quarta abbondante, prendendo ormoni, non si capisce più che ero un uomo una volta, ora sono per il 98% donna. Dico 98% per ho ancora il pene, tutto è cominciato quando avevo 18 anni, ero attratto sia da donne che da uomini, però non ero mai stato soddisfatto del mio sesso, volevo essere donna.
Presi la decisione di diventare donna, dopo il seno e dopo aver cambiato il mio aspetto fisico attraverso gli ormoni ero diventato una vera donna, prima o poi farò anche l'operazione definitiva per far diventare il mio pene una vagina, ma per il momento non mi sento ancora pronto. All'età di 20 anni ero una vera donna, con la piccola eccezione nelle mutandine ovviamente, ma ero lo stesso molto fiera di me stessa, finalmente mi sentivo bene con il mio corpo.
Questa decisione mi aveva fatto perdere tutti gli amici e fui deriso e insultato da tutte le persone che mi erano vicine, ero solo e umiliato ma ero deciso di andare avanti e così fu.
Avevo fin da subito pensato di prendere prima o poi una rivincita verso queste persone, dovevo fargliela pagare, sostanzialmente volevo farla pagare ai 2 miei più cari amici, Mauro e Davide, miei amici fin dall'asilo che avevano deciso di abbandonarmi non appena avevano appreso la notizia.
Sapevo tutto di loro, dove uscivano, quando, con chi e cosa facevano, decisi di andare in un pub che erano soliti a frequentare ed eccoli lì, entrare verso le 23, sapevo che andavano in quel posto per rimorchiare, per cui mi ero messa in tiro solo per loro, mi ero vestita da vera zoccola, gonna e perizoma rosso, reggiseno nero a pois e camicetta abbastanza scollata bianca, ovviamente stivaletti di pelle neri e calze a rete finissima.
Si sedettero 2 tavoli dietro di me e dopo un pò vedendo che ero sola, si avvicinarono e Davide mi disse "buonasera, sei sola soletta? Ti va di fare compagnia a me e il mio amico? Io risposi "certamente"… cominciammo a chiacchierare un pò di tutto, io dentro di me stavo morendo dal ridere, era proprio quello che volevo, potevo fornirgli la mia vendetta finalmente, loro ovviamente non mi avevano riconosciuta, non mi vedevano da 5 anni.
Dopo una mezz'oretta di conversazione, incominciai a scaldare un pò l'ambiente, misi una mano sulla gamba di Davide e l'altra sulla gamba di Mauro. Avevano chiaramente capito quali fossero le mie intenzioni e senza farsi troppi scrupoli mi chiesero di fare una cosa a 3, io rifiutai inizialmente per cambiare idea poco dopo.
Ci alzammo dal locale e ci dirigemmo verso la loro macchina, che era già posizionata in un posto isolato, prima di salire dissi loro "stasera le regole le detto io!" loro stupiti dalla mia personalità annuirono.
Una volta salita sulla loro macchina, loro iniziarono a spogliarsi ed io gli chiesi se avessero preferito fare sesso anale perché non mi piacevano i preservativi e non volevo rimanere incinta, inoltre non volevo farmi vedere completamente nuda, loro annuirono nuovamente. Mi tolsi velocemente calze, scarpe e mutandine e feci attenzione a non alzare troppo la gonna, per non far vedere loro la sorpresina che avevo nascosto.
Davide si sedette dietro e Mauro si mise avanti, io mi chinai e cominciai a segarli, anche loro erano abbastanza eccitati e ben dotati, cominciai a leccarli e spompinarli per bene, facendoli gemere di piacere più volte. Successivamente mi alzai e mi accovacciai su Davide, mi sedetti sopra di lui e feci entrare pian pianino il suo enorme cazzo dentro il mio culo, piantai un gridolino di piacere e subito lui cominciò a scoparmi il culo e io da vera zoccola mi chinai prendere il cazzo di Mauro in bocca.
Fui scopata in questo modo per 15 minuti da Davide mentre Mauro lo feci venire attraverso un pompino strepitoso e mi feci cospargere di sperma sul seno e in faccia. Poco dopo venne anche Davide e per fortuna ebbe il buon gusto di sfilarmelo dal culo poco prima di venire, venendomi addosso anche lui. Erano esausti entrambi ed io purtroppo ne volevo ancora, non ero sazia, ma dovevo rivestirmi, altrimenti avrebbero scoperto il mio piccolo segreto. Feci per rivestirmi e quando fui pronta, scesi dall'auto e cominciai a ridere, loro non capivano perché ed io mi stavo già gustando la mia vendetta.
Mi chiesereo "perché ridi?"
"Volete saperlo" risposi.
"Voi avevate un amico che si chiama Luca, che non vedete da parecchi anni?".
Straniti mi risposero "si si Luca, ce lo ricordiamo quello finocchio".
E cominciarono a fare battute pesanti, io dissi loro "Quel finocchio di Luca, ve lo siete appena scopato", e tirai fuori il mio pene. Loro rimasero increduli e di ghiaccio, spaventati e incazzati.
Continuai a ridere e loro rimasero tra la vergogna e l'umiliazione, che ben presto si stava trasformando in umiliazione, io mi stavo dirigendo verso la strada, soddisfatta per quello che avevo appena fatto quando mi tirarono da dietro con violenza e mi buttarono di nuovo in macchina "ti sei divertito a prenderci per il culo? Ora che sei una donna ci divertiamo noi."
Mi spogliarono violentemente e iniziarono a violentarmi prima verbalmente e dopo fisicamente, con schiaffi dappertutto, mi penetrarono più volte violentemente l'ano e la bocca, ora l'unica cosa che contava era solo umiliarmi, mi stavo facendo male, ero in una situazione in cui una donna non vorrebbe mai trovarsi, ma non lo volevo far vedere, anche perché questa situazione mi eccitava da morire, a tal punto che cominciai a masturbarmi con forza.
Ciò che mi stava succedendo rappresentava il massimo dello stupro, mi scopavano con forza, e mi menavano con violenza, ma decisi di rimanere zitta a godere, fino a quando non arrivò il momento che non potei trattenermi dal tirare fuori un gridolino di dolore, Mauro era già dentro di me, quando Davide decise che era il momento di fare entrare anche il suo cazzo dentro il mio culo insieme a quello di Mauro, il dolore iniziale era molto forte, fino a quando il mio culo non si abituò a questi 2 cazzi gridai dal dolore ma dopo innizia a godere fortemente, tanto da pronunciare le fatidiche parole "si dai, ancora, di più".
Questa volta mi possederono per quasi 45 minuti, ero sfinita e stravolta, ma allo stesso tempo soddisfatta e appagata, anche loro erano sfiniti e soddisfatti, perché mi diedero il tempo di rivestirmi e i loro nuovi numeri dicendomi "Questi sono i nostri numeri, le prossime volte saremo più cattivi".
Avevo avuto la mia vendetta ed avevo provato una nuova esperienza sessuale, che mi era piaciuta molto, era stata la mia prima esperienza da donna.



UN UOMO IN CERCA DI TRANS


Nuove emozioni | Racconti erotici
Un ragazzo in cerca di emozioni forti, alla ricerca di trans.


Racconti erotiti - Trans al telefono All'epoca avevo poco più di 20 anni e nel centro di Napoli c'erano molte trans, ovviamente di notte, erano davvero bellissime e stupende e rendevano le notti di noi amanti delle trasgressioni uniche, disponibili a parlare e a farmi ammirare in tutta la loro bellezza.
Una di quelle notti mi venne una voglia matta di cazzo, sentivo questa voglia provenire dal mio buchetto del culo, provavo quella sensazione di formicolio partire proprio da lì e decisi di correre in bagno a prepararmi per la serata, doccia e clisteri, così ero perfettamente pulita dentro e fuori.
La mia pelle era rosa e mi rendeva molto femminile, il mio culetto sodo mi rendeva davvero un bel bocconcino. Una volta finita in bagno inizia a vestirmi, poche cose perché eravamo in piena estate, decisi per un pantaloncino corto bianco senza mutandine con sopra una t-shirt rossa, ai piedi delle infradito, salgo in auto e dopo pochi minuti sono in città, non c'erano molte auto poiché la città era vuota grazie alle ferie e anche le trans erano poche, un pò deluso faccio un giro in piazza e torno indietro, incontro solo 2 trans che non mi colpiscono, faccio un altro giro ma trans non ce ne sono e mi convinco a tornare a casa, quando da lontano vedo scendere da un auto una "donna" bellissima con indosso solo un baby dolo, tacchi a spillo, era alta quasi 1 metro e 90, snella e slanciata con i capelli neri corvini, capì immediatamente che si trattava di una trans, prima di allora non l'avevo ami vista nella zona.
L'entusiasmo si impadronì di me immediatamente e un attimo dopo la raggiunsi e incominciai a chiederle quanto prendeva e cosa faceva, da vicino era davvero bellissima, ben curata sia nel trucco che nel corpo, non indossava collant ma la sua pelle era lucida e abbronzata, la invitai a salire e ci dirigemmo verso la sua camera, una volta entrati le mi chiese di essere pagata subito e che se gli avessi concesso un piccolo extra si sarebbe completamente denudata, ovviamente non me lo feci ripetere 2 volte, la pagai e iniziai a spogliarmi, rimanendo con la solo t-shirt.
Nel frattempo lei andò un attimo in bagno per rinfrescarsi, dopo pochi minuti vedo uscire quella dea completamente nuda che si dirige verso di me, mi prende per mano e mi fa stendere sul letto sdraiandosi sopra di me e incominciando a strusciare il suo corpo al mio.
L'eccitazione si faceva sentire ed il mio cazzo iniziava ad ingrossarsi ed incominciai ad accarezzargli il culo, aveva una pelle fantastica, setata e un seno abbondante con dei capezzoli durissimi. Iniziò a passare la lingua sul mio petto facendomi godere, fino a quel punto non avevo notato il suo enorme cazzo, ora che si era messa a pecora davanti a me il suo arnese era ben visibile e già a penzoloni era molto grosso, con la cappella di fuori, in quella posa già doveva essere più di 15 cm.
Prima di allora avevo provato a fare del sesso anale ma con dei cazzi sensibilmente più piccoli di quello, che era quasi il doppio del mio. Quando vide il mio stupore, il mio interesse, subito prese la mia mano e la porto verso il suo arnese ed io incominciai subito a segarla, quel cazzo era davvero imponente e in poco tempo si fece duro, fu allora che Martina, così si chiamava, accompagnò la mia testa verso il suo cazzo, io non opposi resistenza ed incominciai a sbocchinarla per bene, leccando tutto quello che trovavo di fronte alla mia bocca, fino a quando arrivai alla cappella che presi con qualche difficoltà in bocca, lei spingeva con forza,voleva che il cazzo mi arrivasse alle tonsille, lo stringevo tra le mani con forza ed anche se mi impegnavo e provavo non riuscivo a prenderlo tutto in bocca e lei continuava a ripetermi che ero un frocietto e che di lì a poco mi avrebbe rotto il culo.
Il suo cazzo era diventato veramente notevole ed iniziò a schiaffeggiarmi le chiappe, a quel punto mi fece mettere a pecorina e si infilò il preservativo, iniziò a strofinare la sua cappella sul mio buchetto che aveva precedentemente lubrificato sputandoci sopra. Mi penetrò con forza in un sol colpo e rimasi senza fiato, non avevo mai provato un dolore tale, le continuava ad insultarmi mentre mi penetrava con forza, lanciai dei gridi di dolore, le sue spinte mi laceravano il culo ed il dolore continuava persistente.
Ero completamente suo, il dolore pian piano stava diminuendo e le sue parolacce mi eccitavano sempre di più fino al punto che cominciai a sfidarla perché non sentivo più dolore, lei presa nell'orgoglio mi dava dei colpi sempre più forti e quei colpi mi facevano sentire un dolore vero, ma era un dolore diverso, un mix con il piacere e ad ogni colpo ero sempre più eccitato.
Mi scopò per quasi 15 minuti, sentivo il suo cazzo fin dentro lo stomaco e la esortavo e rompermi il culo, non avrei mai pensato di arrivare a tanto…avevo i cazzo che stava per esplodere dal piacere, Martina continuava ad insultarmi e di lì a poco mi avrebbe spruzzato tutto il suo sperma dentro e voleva che mi masturbassi anch'io, venni in un attimo, un enorme sborsata sul pavimento, non ero mai venuto così tanto, mentre sborsavo gridai a Martina di sbattermi con tutta la forza che aveva e lei non fece altro e venne dentro di me inondandomi della sua sborra.
Fu una cosa bestiale, solo dopo aver goduto così tanto inizia a mettere a fuoco quello che era appena successo, quello che avevo vissuto andava ben oltre le mie fantasie sessuali, avevo invitato Martina a sfondarmi il culo, con lei che era ancora dentro di me, ora provavo un pò di vergogna e speravo che lei togliesse al più presto il cazzo dal mio culo, glielo chiesi esplicitamente e lei con un pò di titubanza lo sfece.
Quando sfilò il suo cazzo ci accorgemmo che il preservativo era sporco di sangue e capimmo che il suo enorme cazzo mi aveva provocato una piccola emorragia, lei mi consiglio di sedermi sul bidè e di frizionare il sangue con l'acqua che poco dopo si fermò, intanto Martina mi diceva che avevo il culo sfondato e che ero proprio portato per fare la puttana.
Per molti giorni i miei sogni furono pervasi da quell'esperienza indimenticabile, un'avventura che avevo avuto la fortuna di provare in prima persona, Martina mi aveva fatto toccare il cielo con un dito e la mia vergogna era dovuta solo al fatto che ero ancora inesperto e indeciso su cosa fare del mio futuro.
Quel magnifico incontro con Martina mi ha fatto capire che devo vivere il sesso senza remore, presi coscienza della mia natura bisessuale e che non c'era niente di male nel fare sesso, in tutte le dimensioni, con qualsiasi persona, l'importante era star bene e provare il massimo piacere, per questo sono tornato spesso da Martina e lei mi regalò sempre delle bellissime scopate.



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Incontri | Racconti erotici
Una ragazza scopre tutti i piacere del sesso con il suo datore di lavoro.


Racconti erotici - Donne porche La figlia di un mio cliente, neolaureata in economia e commercio da un paio di anni, nonostante si fosse impegnata molto non era riuscita a trovare lavoro, nulla che le facesse fare la minima esperienza lavorativa.
Paolo, padre di Claudia, una sera, dopo un incontro fortuito, mi chiese se potevo assumere sua figlia, anche part-time, giusto per fare un minimo d'esperienza, poiché stava cadendo in depressione.
All'epoca non avevo bisogno di una segretaria, le contabilità erano gestite da consulenti esterni, ma vista l'insistenza del padre, gli dissi di presentarmela e che le avrei spiegato il tipo di lavoro, mi abbracciò e mi ringraziò dicendomi che mi avrebbe chiamato per fissare un appuntamento.
A metà Gennaio mi squilla il telefono ed era Paolo, mi chiede quando potevamo incontrarci per farmi conoscere la figlia, concordammo per Sabato alle 11.
Non sono più un giovanotto, ma i miei anni me li porto bene, frutto di tanta attività agonistica fatta da ragazzo e di una sana alimentazione.
Il sabato, padre e figlia si presentarono nel mio ufficio, restai quasi senza fiato per quanto era bella Claudia, li feci accomodare nella sala di rappresentanza e spiegai a Claudia il tipo di lavoro che avrebbe dovuto svolgere e che alcune cose che facevo fare ai miei consulenti le avrei fatte fare a lei.
Ad ogni modo, volevo essere molto trasparente con lei e volevo che anche lei, se non le fosse piaciuto il lavoro, me lo avesse detto. Accettò e decidemmo che avrebbe iniziato il suo lavoro il 31 Gennaio 2011.
Aveva degli occhi neri, con capelli neri e ricci, un seno prorompente, delle caviglie affusolate e un culo bello, sodo, invitante. Era alta 170cm ed aveva 26 anni, mi colpì molto la sua bellezza ma sapevo che possederla sarebbe rimasto un mio desiderio.
Lei felicemente fidanzata e per come parlava credevo fosse poco incline a rapporti sessuali extra rapporto affettivo, il primo giorno si presentò con un cappotto color cammello e dei jeans molto aderenti che mettevano in risalto il suo culetto alto. Il suo posto di lavoro era nella mia stessa stanza, le scrivani erano messe una di fronte l'altra, la spogliavo con gli occhi ogni volta che la guardavo.
Le vicende lavorative mi avevano un pò preso ed ero sempre in giro tra avvocati, commercialisti e quant'altro, per dirla tutta in quel periodo così carico di lavoro Claudia mi fu di grandissimo aiuto, consigliandomi e aiutandomi a trovare art e documenti.
Tra di noi si era creata una buona sintonia, eravamo entrati in confidenza, ci si dava del tu, si scherzava facendo anche delle battutine un pò spinte, ma nulla di più.
Il tempo scorreva veloce ed io tra una battuta ed un'altra cercavo di conoscere il suo pensiero per capire se potevo osare senza compromettere il rapporto che si era creato.
Quindi incominciai a chiederle del suo fidanzato, facendo sempre domande più personali e intime.
Un giorno mi disse: Bull io ti parlo di tutte le mie cose ma devi promettermi che mi parlerai senza pudore di te e della tua vita perché mio padre mi ha detto che in gioventù hai fatto molte conquiste, mi ha fatto incuriosire sul tuo passato da seduttore.
Le risposi: ti parlerò di me quando quando sarà il momento giusto, ora voglio sapere di te.
Arrivò gente e fummo interrotti.
Solitamente fino a quel giocondi fine Maggio era sempre venuta in ufficio vestita in modo casto, il giorno successivo si presentò in ufficio con un tubino blu aderentissimo, una camicia bianca senza reggiseno e tacchi abbastanza alti.
Quando entrò non potei fare a meno di notarla e lei apprezzò compiaciuta.
La mattinata fu piena di lavoro, ma ogni tanto lanciavo uno sguardo sotto il tavolo, notavo anche che lei era nuovamente compiaciuta.
Nel pomeriggio quando ricominciammo a lavorare dovevo fare un disegno ed il programma era installato solo suo PC per cui le chiesi di farmi un pò di spazio e che se voleva le avrei insegnato ad utilizzarlo, si mise alla mia destra restando in piedi e spesso strusciava la sua coscia al mio braccio, a differenza della mattina non portava le calze.
Spesso si chinava per vedere quali tasti utilizzavo e nel chinarsi mostrava le sue grandi tette, una quarta abbondante su un corpicino così magro.
Volutamente avevo fatto un errore nel disegno e lei se ne accorse, si chinò a tal punto sulla tastiera da far sollevare il tubino che indossava, feci scorrere la mano verso il basso e la intrufolai tra le sue gambe, lei faceva finta di nulla e armeggiava con la tastiera, allargò quel tanto le gambe da farmi sentire il calore della sua pelle, salivo sempre di più fino ad arrivare ad accorgermi che non portava le mutando ed aveva uno splendido frutto della passione completamente rasato, faceva fatica a contenere i suoi caldi liquidi e chiudendo gli occhi si passava la lingua sulle labbra.
Mi alzai e le dissi di non muoversi, mi assicurai di chiudere la porta ed al mio ritorno le alzai tutto il tubino che metteva in mostra quel culo favoloso, sembrava scolpito dal marmo, lo accarezzavo e lo baciavo.
Le mi disse: ti piace così tanto il mio culo?
Le risposi: devi sapere che il fondoschiena è la cosa che più mi attrae in un donna, dopo ci sono caviglie e piedi.
- Sappi che non ho mai fatto sesso anale e sono convinta che non mi piace e che procura molto dolore.
- Rispetto la tua scelta ma sappi che il piacere che ti da il sesso anale non te lo procura nessuna altra posizione.
Detto questo mi chinai dietro di lei e cominciai a leccare tutto quello che mi trovavo davanti alla lingua, le incominciai a leccare la fica, aveva delle grandi labbra voluminose ed un clitoride sporgente, con la lingua la trastullavo tutta, era al culmine del piacere, presi il suo clitoride in bocca e cominciai a leccarlo tutto, lei gradiva molto questo trattamento di piacere che le stavo facendo mentre le passavo la mano vicino l'ano, feci per entrare con l'altra nella fica e nello stesso momento spinsi il mio indice nel suo culo, lei ebbe un leggero sussulto, ma non disse nulla, continuava questo momento di estasi, di passione mentre le dita entravano ed uscivano dai suoi buchi.
Il cazzo mi stava scoppiando nei pantaloni, avevo le palle molto gonfie, fortunatamente non passò molto tempo quando decise di sbottonarmi i pantaloni e abbassarmi i boxer, restò per un attimo ferma e attenta guardando il mio cazzo così in tiro, poi comincio pian piano a prenderlo in bocca sempre con più insistenza, un momento fantastico ma non era quello che più desideravo.
La feci alzare, ci bacciammo con passione e forza, le sollevai una gamba appoggiandola sopra la scrivania, portava ancora le scarpe, e la penetrai in un sol colpo, non poteva gridare ma vidi la sua espressione, i suoi occhi stralunati, poi li chiuse e cominciò un lieve movimento ritmico di avanti e dietro, volevo solo che lei godesse del mio cazzo e volevo che lo facesse da sola, io rimanevo fermo.
Aumentava pian piano i movimenti, spingeva e si inarcava per sentirmi tutto dentro di lei, la mia cappella negli affondi gli toccava il collo dell'utero e sentivo i suoi muscoli vaginali avvolgere il mio cazzo, sublime, ero anche io come in estasi totale, le venne in quel momento ed anche io stavo esplodendo, le dissi che stavo per venire e lei fu rapida nel togliersi e prenderlo nuovamente in bocca, se lo spinse tutto dentro fin quasi a vomitare, stavo per esplodere quando all'improvviso sentii un suo dito penetrarmi il culo per bene, a quel punto arrivai al punto massimo e sborrai tutto nella sua bocca e sulla sua faccia, tanto era che non riuscì a contenerlo, ma fu molto brava a ripulirlo tutto con la sua lingua.
Mi disse, tu hai dato il dito a me ed io ho dato il dito a te.
Ci baciammo con passione e mi confesso che con me aveva fatto cose che non aveva mai nemmeno pensato con il suo fidanzato, che non si pentiva di averlo fatto e che quest'esperienza non sarebbe rimasta isolata.
Voleva provare tutti i piaceri del sesso
- Sarai accontentata, le risposi.



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Donne porche | Racconti erotici
Una donna ha una novità tra le gambe da far vedere ad una vecchia amica.


Racconti erotici - Donne porche in cerca di trans Ero una consulente di bellezza, avevo 29 anni, abitavo a Roma Sud, ma un paio di anni fa sono andata a Los Angeles e non per motivi di lavoro, ma perché volevo cambiare le mie parti intime femminili e sostituirle con parti intime maschili perché ormai non mi sentivo più a mio agio nel mio corpo, avevo bisogno di fare delle modifiche, volevo avere un pene.
L'inizio non è stato facilissimo, non mi sentivo bene e non riuscivo a sentirmi a mio agio come pensavo ma con il passare le cose sono andate meglio e anche di molto.
I miei amici lo sapevano ed erano favorevoli, ma alla mia famiglia questa cosa non piaceva e così ho perso con loro tutti i rapporti che avevo, hanno smesso di parlarmi.
Un giorno mentre tornavo a casa dopo lavoro, trovai nella posta l'invito ad un incontro nella mia ex scuola superiore, tutti gli ex compagni di scuola che avevano ormai terminato quel periodo da una decina d'anni si incontravano per una festa, per rivivere quegli anni indimenticabili.
La sera della riunione ero arrivata fuori all'alto edificio della scuola in una limousine nera e lucida, avevo deciso di vestirmi in modo sexy, avevo un lungo vestito rosso che avvolgeva il mio corpo e mostrava le mie forme, le mie curve, ero stata molto attenta a non mostrare le mie ultime novità.
Il vestito metteva in risalto il mio seno, avevo una terza abbondante che risaltava all'occhio anche per come restavano su, sembravano quasi rifatte, sono sempre stata molto soddisfatta del mio seno, allo stesso modo l'abito da sera faceva notare il mio culo che sporgeva fuori, avendo fatto ginnastica fin da piccola ho sempre avuto delle forme sinuose e armoniche e quando ho mollato anche le gambe sono divenute perfette, in quanto ho perso la muscolatura eccessiva dovuta ai continui allenamenti.
Una volta entrata nella sala affollata, mi accorsi subito di come erano cambiati, o invecchiati, i miei compagni di scuola superiore, feci un giro per capire bene chi era venuto e chi no, poi mi avvicinai al buffet dove c'erano dei miei vecchi compagni di scuola e mi dilungai a ridere e bere con loro.
Mentre stavo sorseggiando un bicchiere di champagne mi sentii chiamare da dietro. "Ciao Jessie", era una voce femminile, un tono vellutato, una voce da innamoramento istantaneo, mi sono voltata e per lo stupore mi è quasi caduto il bicchiere dalle mani, in piedi davanti a me c'era la splendida Melissa, come poterla dimenticare, era stata il mio sogno erotico per un avventura lesbo per tutto il periodo liceale. Era avvolta in un vestito color argento, aveva dei capelli lunghi castani che le arrivavano fin quasi al sedere nascondendo quello che era lasciato scoperto dal vestito, che aveva un'ampia scollatura sul seno e lasciava intravedere le sue forme, soprattutto nel profilo si potevano ammirare i suoi seni gonfi e il dietro aveva una scollatura che arrivava fin quasi a far vedere il suo sedere, uno spettacolo di donna, da togliere il fiato.
"Ciao Melissa", la salutai ma con gli occhi l'avevo già spogliata, ero rimasta senza fiato e lei se ne era accorta, questo stava facendo risvegliare le mie nuove parti intime che avevo provato a tenere nascoste.
Parlammo un po' di cosa facevamo nella vita fino a quando mi disse, che io ero stata il suo sogno erotico nel periodo liceale e che ero rimasta una donna fantastica, le mi sensazioni si stavano facendo sempre più profonde e sentivo che il sangue mi pulsava nel mio nuovo arnese facendolo gonfiare sempre più, avevo una sensazione di paura ma anche di piacere che non avevo ai provato fino a quel momento.
Mi disse "lo sai che sono lesbica? Non è che a te piacciono le ragazze?" Non ci pensai su nemmeno per un minuto, pensai, un occasione del genere non mi ricapiterà mai più.
"Anche in me c'è qualcosa di diverso, non te ne sei accorta?"
Le accarezzai la mano fino a prenderla e la invitai a seguirmi, attraversammo la sala fino ad uscire ed arrivare a degli scalini dove non c'era nessuno e potevano starcene un po' soli, nel frattempo tutti i miei tentavi di nascondere le mie novità erano vani tanto era il gonfiore raggiunto.
Ci sedemmo sulle scale dove prendemmo un respiro profondo, ci guardammo profondamente, nei nostri occhi si poteva notare la voglia che avevamo entrambe anche se Melissa ancora non si era accorta del mio nuovo segreto.
Si chinò in avanti e potevo scorgere le sue forme bellissime, il suo seno gonfio, nel frattempo mi si era gonfiato il pene come non mi era mai successo prima d'ora, mi stava uscendo fuori dal vestito e spingeva a tal punto che anche Melissa notò qualcosa di strano fin quando non uscì del tutto fuori, era scioccata, non sapeva cosa dire, cosa pensare, ma allo stesso tempo non voleva tirarsi indietro nel provare questa nuova esperienza.
Il mio pene divenne ben presto l'oggetto della sua lussuria, iniziò ad accarezzarlo con cautela, ma pian piano data la voglia che entrambe avevamo i ritmi salirono sempre più, eravamo sulle scale ed il mio sogno liceale mi stava facendo una sega, proprio lì, dove l'avevo sempre sognata.
Si alzò all'improvviso e lasciò scivolare il suo vestito, mostrando tutta la sua curve, era una dea, sapevo che era bella, ma nuda lo era ancora di più, non indossava intimo e la cosa mi aveva fatta eccitare ancora di più, era completamente rasata, stavo godendo al solo sguardo di tanta bellezza.
Poco dopo me la ritrovai tra le gambe che stava per prendere in bocca il mio pene sempre più in tiro, mi sembrava di essere in paradiso, mi stava facendo un pompino fantastico, saliva e scendeva con velocità e costanza, riusciva quasi a metterlo tutto dentro la bocca e devo dire che non è facile viste le mie nuove dimensioni, 19cm.
Incominciai anche io ad accarezzarle la figa, che era completamente zuppa, la nuova esperienza le stava piacendo e anche tanto, gemevamo insieme in quella che era stato un sogno per entrambe, decisi di prendere iniziativa, la alzai, la presi per le natiche e la girai, le feci capire le mie intenzioni, feci assaporare al mio pene quel buchino così perfetto e così bagnato fino a fare entrare il mio pene dentro, era una sensazione divina, stavo facendo sesso con Melissa.
Mi sbattevo con forza Melissa e a lei questo la faceva impazzire, andare con una donna con il pene, in quella situazione così surreale eravamo perfettamente a nostro agio, inoltre il pensiero che qualcuno potesse scoprirci da un momento all'altro era così eccitante che non ho resistito molto all'idea di cambiare buco, vedevo quel culetto che faceva avanti e indietro davanti a me e dalla mia visuale potevo scorgere il buchino della passione.
Lei gemeva con forza, era in uno stato di estasi totale, avrei potuto fare di tutto, del resto ero anche io in quello stato, decisi nuovamente di prendere iniziativa, usci e appoggiai la mia nuova cappella sul suo buchino divino, avevo una cappella di dimensioni enorme tant'era la voglia che avevo di provare questa esperienza, lei si era irrigidita, mi disse "fai piano, non ho mai provato prima di oggi, ma con te voglio farlo" era completamente mia.
Piano piano stavo lubrificando quel buchino che non voleva accenare ad aprirsi allora iniziai a spingere e piano piano la cappella stava entrando, era molto duro si vedeva che per lei era la prima volta, ma del resto lo era anche per me.
Diedi una spinta con forza per farlo entrare e finalmente riuscì nell'ardua impresa, lei lanciò un grido di dolore, ma non si tolse, anzi questa cosa le piaceva, allora continuai con sempre più forza e sempre più veloce, era la fine del mondo, quel buchino era fantastico continuavo con costanza a fare una cosa che sognavo da tantissimo tempo, penetrare il buco di una donna con il mio nuovo pene, per di più Melissa, splendida come non mai, chi se lo aspettava.
Inutile dire che quella sensazione non durò molto perchè ben presto la inondai del mio liquido caldo che mi aveva fatto gonfiare il pene in maniera spropositata, non sò quanto ne uscì, credo molto, credo una decina di getti, è stata una sensazione splendida, mai provato prima di all'ora un orgasmo del genere, avevo riempito il suo culo e il liquido caldo ora le stava colando fuori, eravamo caldi, sudati e sfiniti da quello che avevamo appena fatto.
Melissa poco dopo riprese il suo vestito, si diede una sistemata e si rialzò il vestito, io feci lo stesso e insieme ritornammo alla festa, camminavamo casualmente, ridevamo, ci guardavamo stupite, eravamo in uno stato confusionale, ma quello che avevamo appena fatto era stato bellissimo, non è rimasto un gesto isolato.
È stato l'inizio di qualcosa che continuiamo a fare, nei posti più strani, ci piace così.



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